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Benvenuti in questo piccolo spazio di cucina fatto di ricette semplici e genuine. Pubblico e fotografo per piacere, per condividere con tutti il piacere del buon cibo.

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20/08/16

MELANZANE RIPIENE


Avevo promesso di rimettermi in pari con la pubblicazione delle ricette, partendo da quelle più vecchie (in termini di esecuzione). MA ho cambiato idea. Mi rimetterò in pari, promesso. 
La scorsa settimana, per ferragosto, dal momento che eravamo noi due soli a rimettere a posto casa dopo le ferie (ma soprattutto prima del rientro a lavoro), ho deciso di accendere il forno. Non che io sia così masochista, ma è stata un'idea più che altro dettata dalla praticità: schianto tutto in forno e per una buona mezz'ora mi dedico a fare altro. E poi c'è da dire che "imbottire" verdure  mi è sempre piaciuto un sacco.   
Quindi, se avete voglia di accendere il forno e preparare qualcosa velocemente, questa è un'idea oltre che carina molto buona.

INGREDIENTI
2 melanzane non troppo grandi tonde o ovali 3-4 pomodori ramati
1 cucchiaino di capperi sottosale tritati
filetti di acciughe
olive taggiasche
origano (fresco o secco)
pan grattato per la cottura in forno
1-2 spicchi di aglio
1 cipollotto
olio evo
sale e pepe
1 mozzarella (o altro formaggio)
PROCEDIMENTO
Lavate le melanzane, tagliatele a metà nel senso della lunghezza. Incidete a griglia la polpa lasciando intatto il bordo per poco meno di 1 cm (io incido il contorno e poi l'interno). Scavate la polpa interna, dovrebbe venir via a piccoli tocchetti. Adagiate le mezze melanzane su una placca ricoperta da forno, salate, condite con un giro d'olo e infornate subito per 20 minuti a 180°. Lavate i pomodori e tagliateli a dadini. Preparate anche un trito di capperi, acciughe, cipollotto e qualche oliva. In una padella antiaderente fate scaldare un po' di olio con l'aglio e il trito appena ottenuto. Fate soffriggere senza bruciarlo. Potete aggiungervi anche un po' di peperoncino se volete. Togliete l'aglio e aggungete i pomodori e la polpa di melanzane. Salate e pepate, cuocete per circa dieci minuti rimestando di tanto in tanto. Unite da ultimo qualche altra oliva tagliata grossolanamente col coltello e qualche foglia di origano (se secco non esagerate). Sfornate le melanzane, condite l'interno con il ripieno e cospargete con un po' di pangrattato. Cuocete in forno per un'altra mezzoretta. Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete qualche tocchetto di mozzarella sulla superficie. Servite le melanzane calde ma non bollenti.


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16/08/16

Si ricomincia da qui, da una crostata di pesche


Ferragosto se ne è andato e con esso anche le mie ferie. Non sono state lunghissime, posso dire di essermi riposata ma non abbastanza, per riposarmi mentalmente mi sarebbe servito qualche altro giorno (si dice sempre così, ma a voler essere obiettivi due settimane passano in fretta). Però sono riuscita a leggermi ben tre libri in dieci giorni, deviando i miei pensieri altrove; attività che non facevo da un bel po', ma che ho felicemente ri-scoperto; è oltretutto un buon metodo per scacciare l'ansia. Ho alternato romanzi a riviste di cucina e questo ha riacceso la mia fantasia e mi ha fatto venire in mente un sacco di idee e una voglia matta di impastare! Mi sono però accorta di mancare da un bel po' qui sul blog; questo non per poca voglia di cucinare ma per una serie di sfortunati eventi che mi hanno impegnato un po' negli ultimi due mesi. Il peggio è passato, ho ripreso di nuovo possesso della mia casina e del pc per scrivere. 
Quindi si ricomincia, ma facendo un passo indietro, ovvero riprendendo un po' foto e ricette che avevo fatto a giugno. Comincio da questa crostata alle pesche, la ricetta più datata che rischia a breve di essere fuori stagione. :-) Mi ero addirittura dimenticata di averla fatta, ma poi la mia amica Ale ha pubblicato questa bontà qui la quale, oltre a confermare la nostra sintonia culinaria e la sua bravura, mi è servita da promemoria a questa mia testolina ultimamente un po' troppo ingarbugliata. 
   
Per la base ho scelto una pasta che ormai faccio spessissimo, quella dolce di Richard Bertinet. Oltre a ottenere una giusta dose di impasto (un po' più abbondante) non è troppo dolce e si bilanca bene con confetture e frutta.

INGREDIENTI PER LA BASE:
per 720g di impasto (*)
350g di farina bianca
125g di burro di buona qualità
125g di zucchero  semolato
2 uova e 1 tuorlo
un pizzico di sale

(*) è una quantità un po' più abbondante rispetto alle dosi classiche, se vi avanza potete sempre infornare qualche biscotto. ;-)

(**) se avete il burro già a temperatura ambiente riducetelo a tocchetti e lavoratelo con la farina con la punta delle mani.

INGREDIENTI PER IL RIPIENO:
marmellata di pesche (o altra) q.b.
2 pesche medie
altra frutta a piacimento (p.e. ciliegie, mirtilli)

 
PROCEDIMENTO:
Richard Bertinet mette il burro freddo tra due fogli di carta oleata e lo stende con il matterello così da ammorbidirlo mentre è ancora freddo. Lo utilizza così facendolo poi a pezzi con le mani mentre lo impasta con la farina e un pizzico di sale. Il tocco deve essere morbido, leggero, senza premere o fare forza. Come quando si distribuiscono le carte. Il burro così si disferà delicatamente ricoprendosi di farina. E' importante non lavorare troppo l'impasto. (**) A questo punto è possibile aggiungere lo zucchero e le uova. Continuate a mettere insieme gli ingredienti aiutandovi dapprima con un cucchiaio e successivamente facendo pressione con i pollici. Trasferite l'impasto su un piano di lavoro e completate il procedimento cercando di formare una palla omogenea o, come consigliato nel libro, una forma squadrata (più facile da stendere perchè non avrà i bordi slabbrati). Trovate il video di tutto il procedimento qui. Lasciate riposare l'impasto per almeno un'ora ma se possibile preparate la vostra pasta dolce la sera prima e lasciate riposare in frigo per tutta la notte. Se avete poco tempo va bene 15-30 minuti in freezer.
 


Una volta fatta riposare la pasta spostatevi su un piano di lavoro pulito e liscio, infarinatelo leggermente e cominciate a stendere il vostra panetto con il matterello stando attenti che la pressione sia regolare (altrimenti in qualche punto l'impasto sarà più sottile). Durante la stesura girate di tanto in tanto la pasta per evitare che si attacchi al piano e infarinate ancora se necessario (senza esagerare). Per trasportare l'impasto sullo stampo arrotolatelo sul matterello e adagiatecelo sopra. Sempre con l'aiuto del matterello rifilate la pasta in eccesso passandolo sopra la tortiera. Bucherellate il fondo e lasciate riposare in frigo un quarto d'ora. 
Tagliate le pesche a fettine sottili. Prendete la vostra base e farcitela  con un sottile strato di  confettura di pesche (se fosse fredda di frigo potete stiepidirla sul fuoco con un goccio d'acqua). Adagiate la frutta appena tagliata a raggio sopra la marmellata, se volete potete aggiungere qualche mirtillo (io anche ciliegie, ma quando l'ho fatta era giugno). 
Stendete la pasta avanzata dello stesso spessore della base che avete appena fatto. Con l'ausilio di una ruzzolina formate dei nastri e andate a decorare la vostra crostata. Se vi avanza ancora della pasta frolla formate un'altra striscia e passatela tutta intorno ai bordi. Infornate a 180° per una mezzoretta o comunque fino a doratura. Io gli ultimi minuti metto la cottura "solo sotto" per asscurarmi che la base non resti cruda (ognuno si regoli col proprio).  Lasciate raffreddare prima di servire.


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03/07/16

Una giornata all'Agriresort & Spa Fattoria i ricci, nel cuore del Mugello

Non so descrivere esattamente cosa provo quando penso al territorio in cui sono cresciuta, il Mugello. Di sicuro ogni volta che ci torno mi basta il primo angolo familiare a farmi spuntare un sorriso. Me ne sono andata da casa da Borgo San Lorenzo a settembre 2013 per traslocare a 100 km di distanza, vicino a lavoro. Mi ci voleva, un po' di indipendenza, il grande passo. Ma ultimamente, soprattutto da quando mi sono trasferita ben più vicina alla mia terra natale, la voglia di tornare si fa sempre più insistente, come se il Mugello fosse nella stanza accanto e ogni tanto una bambina mi parlasse attraverso la parete. Mi manca il verde, che prima vedevo tutti i giorni, mi mancano i viali alberati, quelli che da bambina mi accompagnavano a scuola nella vecchia Y10 di mamma e che seguivo scrupolosamente dal finestrino immaginando sempre qualcosa di nuovo. Sono sempre stata molto creativa. Per me la natura dettava le stagioni, soprattutto quando non avevo ancora idea di cosa fosse un calendario; ero talmente spensierata e distratta che mi accorgevo che era primavera se vedevo spuntare i fiori. Invece se mamma mi serviva la merenda in giardino e io scappavo con il piatto in mano dalle api, allora era estate.  
E quindi si, vorrei tornare in Mugello, che adesso vedo più bello e ricco. In qualche modo me lo sono posto come obbiettivo, ma quando cresci le variabili da considerare son tante e col tempo ho imparato a non dare retta esclusivamente alla mia irrazionalità. Il tempo, o meglio, la vita mi ha portato via una buona dose di entusiasmo e spensieratezza, è il momento di riprendere in mano le redini e di non lasciare che la parte grigia della quotidianità prenda il sopravvento, bisogna in qualche modo controllarla e indirizzarla nella giusta direzione e colore.
Ci sono tanti ricordi che mi legano alla mia terra: c'è un'infanzia spensierata, un'adolescenza non vissuta proprio a pieno, ma vissuta,  e una giovinezza affrontata con una personalità molto acerba. Non che adesso sia una vecchia, figuriamoci, ma porto con me molte più consapevolezze e una personalità dai contorni più decisi.
Talvolta noi crediamo di sentire la nostalgia di un luogo lontano, mentre in verità abbiamo nostalgia del tempo che laggiù abbiamo trascorso, quando eravamo più giovani e più freschi. In tal caso il tempo ci inganna, prendendo la maschera dello spazio.    Arthur Schopenhauer
Il tempo ci inganna, è vero, ma la nostalgia del tempo trascorso può far nascere desideri e delineare nuovi orizzonti. Ho deciso di utilizzare questo sentimento in maniera costruttiva, senza buttarmi giù (come spesso mi accadeva negli ultimi periodi), e adesso che il Mugello è più a portata di mano ho deciso di andarci ogni volta mi è possibile.



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15/06/16

Insalata di farro con verdure al forno


Ciò che adoro di questa stagione è la mia dipensa, sempre fresca e colorata. Il sabato mattina parto con la mia borsa di juta per andare al mercato a far rifornimento di frutta e verdura di stagione. Ci vado a piedi, in paese, ed è un'abitudine che mi piace tantissimo. Compro sempre due o tre sacchettate di roba, a volte anche di più, il che mi fa pensare spesso che forse ho esagerato, ma alla fine il venerdì dopo la dispensa piange sempre, il che vuol dire che le previsioni le so fare molto bene. 
Mi piace tornare a casa e sistemare i pomodori nella cesta, la frutta a riempire e colorare il centrotavola, i piani del frigo ordinati con tanti sacchetti di carta e non di plastica come quelli del supermercato. Poi tiro fuori la pasta madre per il rinfresco mentre mastico un pezzetto di schiacciata presa al forno (ecco, questa potrei risparmiarmela ogni tanto e prendere esempio dalla mia amica Ale). 
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01/06/16

Cake allo yogurt con farina integrale e ciliegie


Ho notato che spesso, sul blog, mi viene naturale parlare del tempo che non basta mai e delle colazioni che vorrei non avessero mai fine. E sebbene il primo sia un argomento molto vasto, di sicuro il secondo in parte ci rientra, è una retta che talvolta si interseca con l'altra, soprattutto quando mi lamento silenziosamente della mancanza di tempo per fare una colazione come si deve. Il fatto è che la mattina ci nuoterei nella mia tazzona di caffellatte, coccolata dal calore e dal profumo di caffè, con la testa ancora assonnata e le spalle che pregano per tornare qualche minuto a letto. 
E mi sono stupita molto, la scorsa settimana, quando ho dormito per due notti in barca, di essermi svegliata alle 7:00 in punto, senza sveglia, e di aver mangiato biscotti confezionati e caffellatte con caffè solubile. Non sono ammattita, penso sia stato tutto merito del sole e del mare, oltre all'ottima compagnia, che mi hanno dato tanta energia e, in quel caso, mi hanno fatto accettare una colazione decisamente fuori dai miei schemi! Comunque vorrei dire ai miei compagni di barca che la prossima volta la colazione la preparo io, crostata e ciambellone! 
 
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10/05/16

Spaghetti senatore cappelli con crema di zucchine, basilico e feta

Pare proprio che il verde sia il colore del mese, la mia dispensa ne è piena e anche i miei piatti: baccelli, piselli freschi, zucchine, basilico, erbe aromatiche, insalata, peperoni dolci, ecc. I piatti sono sempre ben riusciti, come questi spaghetti dell'ultimo minuto, preparati con ingredienti freschi del momento. Poi c'è la feta, che adoro, che mi fa tanto estate e che riesce a dar sapore a molti miei piatti. 
Vi lascio un'idea veloce e buona che con veramente poco tempo porterà in tavola colore e bontà. 
Al posto dei pinoli potete provare i semi di zucca, e se avete i fiori delle zucchine utilizzate anche quelli (io li ho fritti la sera prima :-D), magari come guarnizione croccante.
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08/05/16

Il purè di baccelli freschi e la cucina del buon senso

Penso sia passato davvero troppo tempo dal mio ultimo post, se ripenso all'ultimo scatto fatto nella vecchia casa mi sembra passata un'eternità. E in questo lasso di tempo sono successe tante cose: un trasloco (anzi due, anche a lavoro ho dovuto cambiare ufficio), una casa nuova, una cucina che ha tardato ad arrivare, scatole e ancora scatole che per qualche settimana sembravano raddoppiare  anzichè diminuire. Fai le volture, aspetta che l'idraulico e l'elettricista sistemino la cucina, c'è un problema con il forno quindi devono tornare una seconda volta, poi l'imbianchino, le cose da buttare, quelle da tenere, non c'è posto per tutto e quindi "di questo che ne facciamo? Lo teniamo?", e via discorrendo. Fatto sta che sono passati già due mesi e io me ne accorgo solo adesso, ora che il vento si è fermato e posso finalmente concedermi un po' di respiro.
Ma se c'è un aspetto positivo di un trasloco è che rispolveri cose che non ricordavi di avere. E quando mi sono ritrovata tra le mani un libro di Fabio Picchi, il cuoco poeta fiorentino, non ho potuto far altro che stoppare quello che stavo facendo, e mettermi a leggere ricette a caso, come spesso faccio con l'Artusi. Al diavolo le scatole a giro per la stanza, al diavolo il disordine, tutto è rimandabile. Leggere o ascoltare il Picchi è sempre un piacere, traspare la passione per il cibo, per Firenze, le sue espressioni mi divertono e non mi annoiano mai. La sua cucina è semplice, genuina, come piace a me, a volte un po' grassa perchè scialona d'olio o intrepida nell'utilizzo del burro, ma, come dice sempre lui, è sempre bene usare il buon senso. E per me il buon senso non sta solo nel dosare gli ingredienti, ma anche nel loro bilanciamento all'interno della propria alimentazione. Il buon senso sta nel non essere troppo rigidi, ma neanche troppo permissivi, nel mangiare sano ma allo stesso tempo ordinare il dolce a fine pasto.
E visto che il mio buonsenso ultimamente mi vede particolarmente legata al mangiar sano e leggero, quando ho letto la sua ricetta sul purè di baccelli freschi non ho potuto far altro che fare una pieghetta alla pagina e aspettare sabato mattina per poter andare dall'ortolano. Avevo già sperimentato l'anno scorso il patè di piselli, fave e pecorino, che aveva riscosso grande successo, ma questo "purè" oltre che sul pane si presta bene a essere utilizzato, con qualche accorgimento, anche per condire un buon piatto di pasta, magari integrale.

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14/03/16

Ciambella sofficissima alla panna



Faccio capolino dopo quasi un mese, un mese lungo, impegnativo, fatto di alti e bassi, di soddisfazioni e di preoccupazioni, di sorrisi e pianti,  insomma, un mese intenso. Avevo perso un po' la vena di fotografare e pubblicare, ma non quella di cucinare, sebbene per qualche settimana non abbia avuto molto appetito. Ma adesso è tornato, come la mia voglia di essere più presente su questo spazio. Voglia che sarà difficile soddisfare dato il sempre meno tempo a disposizione e un trasloco alle porte, ma farò il possibile per condividere le mie imprese migliori.
Così riparto da una ciambella da colazione, sofficissima, in grado di raddrizzare le mattinate in cui ci si alza col piede sbagliato. Di quelle che ne tagli una fetta grossa e ci spalmi sopra un bello strato di marmellata, il tutto accompagnato da un buon caffè o un tè. Spesso si è letto "le giornate dovrebbero iniziare con un abbraccio, un bacio, una carezza e un caffè, perchè la colazione deve essere abbondante", ma il dolce dove lo mattiamo? Io scommetto che un posticino in prima fila c'è sempre, se poi uniamo tutte le altre variabili possiamo sorridere felici.  Godetevi il mio ben tornato e se la preparate fatemi sapere.

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14/02/16

L'impasto della domenica: grissini a lievitazione naturale con farina macinata a pietra

Da un po' di mesi a questa parte ho preso l'abitudine a panificare ogni week end. La mia pasta madre ha ormai quasi due anni, ma inizialmente mi capitava di rinfrescarla e di non utilizzarla, con il problema di ritrovarmi con troppo impasto rinfrescato. Adesso invece non ho di questi problemi, sia perché rinfresco e panifico ogni fine settimana, sia perché ho imparato a utilizzare l'esubero di rinfresco per fare delle schiacciatine "da divano" (mi piace chiamarle così) con sale grosso di Cervia davvero niente male!
Col tempo ho preso più confidenza con gli impasti, ma soprattutto con i tempi, e questo mi permette di organizzarmi con molta più facilità. Ho scoperto che panificare non comporta mai perdita di tempo, anzi, impastando io "prendo tempo", per me stessa; eh si, perché impastare fa sentire bene, è terapeutico,  e durante il riposo è possibile dimenticarsi dell'impasto e dedicarsi ad altro.
Forse il mio discorso lo può comprendere a pieno solo chi, come me, ha cominciato una relazione con i lievitati. Riconosco che la lentezza con cui l'impasto cresce si ripercuote, positivamente, su me stessa. Riesco a rilassarmi meglio, anche durante quelle domeniche frenetiche in cui cucino e pulisco come se non ci fosse un domani. La presenza di un impasto coperto all'interno di una stanza crea un'atmosfera confortante. Fare il pane significa creare e prendersi cura dell'impasto, utilizzando tutti i sensi: sentirlo sotto le mani, annusarlo, tenerlo d'occhio, controllare la cottura avvicinando l'orecchio e sentendo il rumore sordo del fondo del pane, assaggiarlo e gioire del proprio traguardo. Il pane rappresenta un percorso dove ogni passo è un presa di coscienza in più.

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