30 mar 2015

Quattro quarti: la soluzione "sempre" perfetta

Dopo una settimana stancante, in cui l'ufficio mi ha assorbita più del dovuto, ho utilizzato questo fine settimana per rigenerarmi un po' e ritrovare quel posto al mondo che non fosse la scrivania di lavoro. Anche se è durato una manciata di ore, il mio "posto" l'ho trovato sabato, a Fiesole. Giornata spettacolare, noi due in motorino tra le colline sopra Firenze, allungando un po' la strada solo per godersi le viuzze, i piccoli borghi e la natura. Dopo un pranzo ricco che non facevo da tempo, assaggiando anche un Cognac alle pere williams che mi ha lasciato davvero senza parole, le chiacchiere con i proprietari del ristorante e la vista spettacolare mi hanno strappato un sorriso e disteso completamente i nervi. Finalmente sta arrivando la stagione che più mi piace e già non vedo l'ora di partirmene per il mare e far diventare il mio sorriso ancora più largo.
Ho preso tutto con relax negli ultimi due giorni, ho capito che se tiro tanto la corda alla fine mi toccherà sventolare bandiera bianca. Avrei voluto arrivae alla Pasqua preparando delle piccole uova di cioccolato e nocciole; ogni anno penso di fare qualcosa e inesorabilmente il lavoro e gli impegni mi trascinano altrove e mi allontanano dalle attività che più mi piacciono. Allora anzichè crucciarmi di non riuscire a combinare nulla, faccio un respirone e stacco la spina perchè altrimenti la mia mente comincia ad annodarsi come al solito. 
E mentre tutto il mondo dei food blogger prepara schiacciate pasquali e ovetti graziosi, io metto su un quattro quarti per colazione con i pochi ingredienti rimasti in dispensa. Giusto il tempo di ascoltare (e cantare) una canzone la torta era già pronta da infornare, una chiacchierata al telefono con l'Alessiuccia è bastata per il tempo di cottura. Sono sicura che è stata quest'ultima a influire sulla buona riuscita della torta. Tutto in perfetta sincronia. Una volta riattaccato il telefono il set era già pronto come anche la moka del caffè (e qui ho pensato a Laura che non lo beve, forse però con questa torta berrebbe un buon tè).
Che dire, a volte basta poco per rimettere in ordine corpo e mente. Un quattro quarti è sempre una buona idea, un piano ben riuscito, un risultato assicurato. E se risulterò fuori tema con questo post ho deciso che non me ne importa. Spesso sono fuori tema, spesso mi sento "sbagliata" o un po' diversa, come se viaggiassi da sola in un binario parallelo. Ma la verità è che io mi sento un po' come una torta quattro quarti. 
Scrivo la ricetta per completezza, ma in realtà non servirebbe. Perchè per la torta quattro quarti, per chi non lo sapesse, basta pesare le uova (col guscio) e misurare lo stesso quantitativo di farina, zucchero e burro. Aggiungere una bustina di lievito e l'aroma che preferite. Solitamente si contano tre o quattro uova. L'importante è rispettare la proporzione. 

Ingredienti:
stampo 23x13x8
3 uova
farina (stesso peso delle uova)
zucchero (stesso peso delle uova)
burro (stesso peso delle uova)
1 bustina di lievito per dolci
1 arancia
zucchero a velo

Sbattete bene le uova con lo zucchero, si devono montare e schiarire. Aiutatevi pure con le fruste elettriche. Aggiungete la farina e il lievito ben setacciati, amalgamate bene e unite il burro sciolto a bagno maria. Aggiungete la scorza e il succo dell'arancia. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake o rivestitelo di carta da forno (qui un tutorial carinissimo di Marina). Versate l'impasto e livellatelo in maniera uniforme con l'aiuto di un cucchiaio. Infornate a 180° per una mezzoretta. Non aprite mai il forno nei primi venti minuti di cottura  altrimenti la torta s abbasserà e non recupererete mai la lievitazione. Fate la prova dello stecchino. Sfornate, lasciate raffreddare e servite con zucchero a velo o glassa al limone.
 
Buon inizio settimana
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24 mar 2015

La Pasta Dolce di Richard Bertinet, una cura contro la febbre


Oggi vi parlo di un impasto, di una scoperta, di un amore al primo assaggio che penso durerà per molto tempo. Poche settimane fa ho acquistato il libro di Richard Bertinet intitolato "Scuola facile di pasticceria dolce e salata". Su questo acquisto mi ero confrontata con la cara Claudia , la quale è riuscita a convincermi in un attimo (con me ci vuole davvero poco, oltretutto di lei mi fido ciecamente). Il giorno dopo avevo già il libro tra le mie mani (mitico amazon!!!). Insieme a questo ce ne sarebbero stati da comprare altri quattro o cinque, ma insomma....facciamo le brave! 
Sono sempre stata legata alle ricette semplici, genuine, senza troppi passaggi o architetture (per quello esistono gli chef e i pasticceri), però sono sempre alla ricerca della ricetta perfetta, del miglioramento, sono estremamente curiosa, amo confrontarmi con altre persone e leggo molto. Per questo motivo voglio condividere sul blog questa ricetta, che magari molti conosceranno già, ma per chi invece non l'ha mai provata lo invito a farlo e a darmi responso! Pasta semplice, dose giusta, dai molteplici utilizzi, da tenere in considerazione insomma.    
Ho provato questo impasto il giorno in cui mi sono ammalata e l'ultimo giorno di degenza. Visto che la prima volta non mi sono gustata per niente la torta che avevo preparato (data la febbre sempre più alta) ho deciso di rifare l'impasto il primo giorno utile.
Nei giorni di riposo mi sono studiata un po' il libro. Perchè è vero che è bene riposarsi, ma passato il delirio da 39.4 di febbre concediamoci delle piccole gioie, no?
Richard Bertinet è un pasticciere originario della Bretagna ma che da anni si è trasferito in Gran Bretagna; è ormai un convinto anglofilo e proprio a Bath ha aperto la sua scuola per cuochi. Ha ottenuto vari riconoscimenti nella sua vita professionale e i suoi libri hanno avuto un bel successo. Prossimo acquisto sarà quello sul pane (già messa la puntina).   
Il libro parte con la spiegazione dei quattro tipi "basilari" di pasta: salata, dolce, sfoglia e choux.  Poi continua con qualche consiglio sul riposo, la conservazione, la scelta degli stampi, sul loro rivestimento, ecc. Per poi arrivare a una sequenza di ricette una più interessante dell'altra. Io mi sono innamorata delle ricette dolci e sono convinta che piano piano le proverò tutte. La pasta dolce è alla base della maggior parte di queste e io ho assaporato questo impasto in versione frollino, crostata e torta mandorlina (wow!).
 
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17 mar 2015

ciambella semplicissima allo yogurt

Annulla e sostituisce la precedente. Mi spiego meglio. Su questo blog era già presente una ciambella allo yogurt ma non tutte le persone che l'hanno provata hanno ottenuto un buon risultato. Per l'esattezza due persone mi hanno riferito che non era gonfiata bene sebbene siano state attente alla temperatura del forno e al tempo di cottura. Chi mi conosce bene bene bene (tipo mia mamma) sa che queste cose mi "sconvolgono" e mi colpiscono nell'orgoglio. Così ho chiamato mamma e le ho detto "dammi la ricetta della TUA torta di yogurt, quella di sempre". Lei mi ha dato due ricette in verità, questa e una con le dosi in vasetti (chi non ha una ricetta in "vasetti"?). Bene, questa è stata collaudata tante volte sia da me che da mia madre (che oltretutto la prepara per l'agriturismo per cui lavora e di cui spero di parlarvi presto perchè è davvero un bel posto). Altre persone l'hanno testata positivamente, ergo non si può sbagliare!
Così ho deciso di metterla a disposizione di tutti. Perchè è sempre bene avere nel proprio archivio una ricetta così, di quelle che ti salvano la serata, la colazione o lo yogurt in scadenza.   
Inoltre basta poco per renderla una torta importante: un bel piatto di portata, una forma particolare o un accompagnamento speciale (una crema inglese calda e il gioco è fatto).
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