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Benvenuti in questo piccolo spazio di cucina fatto di ricette semplici e genuine. Pubblico e fotografo per piacere, per condividere con tutti il piacere del buon cibo.

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28/11/16

LA RIBOLLITA, COME PIACE A ME

Questo post non sarebbe mai esistito, o avrebbe tardato ad arrivare, se non fosse intervenuta Alessia che in un messaggio, chiaro e diretto, mi ha scritto “Fra, voglio fare la ribollita, non ce l’hai sul blog?”. Ecco, “non ce l’hai sul blog”. In verità una volta esisteva un bel post sulla ribollita, ma nel primissimo spazio di cucina ghiotta (correva l’anno 2011), che adesso non c’è più … storia lunga, ho perso tante ricette, tra cui questa. Quindi è tempo di rimediare. Ho colto l’occasione per passare la ricetta ad Alessia e prepararmi una bella ribollita da mettere qui sul blog. Dovrete scusarmi se ve la presento così, con una sola foto, ma la gestione del tempo ultimamente è diventata come, se non peggio, una corsa a ostacoli, un tetris continuo.
Ve la propongo come piace a me, come sono sempre stata abituata a mangiarla. Eh si, perché in base alla zona in cui ci si trova, la ribollita può trovarsi più o meno asciutta, con la patata o non, c’è chi addirittura non ci vuole nemmeno un pomodoro, chi ci mette la zucchina e chi invece “la zucchina nella ribollita? Occhessei di fori?”. Ma di base rimane il CONCETTO, la bellissima filosofia di questo gran piatto povero: le contadine di una volta, di solito il venerdì, preparavano una bella minestra di verdure, poi ci aggiungevano il pane raffermo e facevano ri-bollire il tutto nei giorni successivi. Che poi più ri-bolli più è buona. E certamente, più ri-bolli e più la minestra si ritira (asciuga), ma io ci aggiungo sempre un po’ di liquido perché mi piace morbida, calda e…con la cipolla a crudo sopra.  Ma conosco gente alla quale piace sentire quella puntina di “bruciacchiato” (non amaro) di quando rimetti sul fuoco la minestra e, dimenticandola un po’ lì, si attacca alle pareti della pentola.
Inoltre, per chiamarsi ribollita, gli ingredienti base che non devono mancare sono: odori, cavolo (verza e nero), fagioli (per me bianchi), pane raffermo. Se poi ci volete infilare un porro ben venga, io ce lo metto praticamente sempre; oppure del cavolo cappuccio, due patatine o una zucchina, un pomodoro maturo, ecc… insomma, l’importante è che tutto sia di stagione, meglio se del contadino o comunque di buona qualità.

Per una volta abbandonate le dosi fisse e sentitevi streghette che mettono gli ingredienti in una grande pentola. Io provo a darvi delle quantità di riferimento, ma quando si preparano certi piatti il buon "fare a occhio" è quasi d'obbligo.


INGREDIENTI:
1 cipolla grande o 2 piccole (per me rossa)
2 carote
1 costa di sedano **
1 porro **
1 mazzetto di bietola
1 mazzetto di cavolo nero e un po' di verza
1 patata grande o 2 più piccole **
2 pomodori maturi **
300-400g di fagioli (per me cannellini) già lessati
300g circa pane raffermo sciocco toscano
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
cipolla fresca per servire

** Ingredienti facoltativi, ma consigliati
IL GIORNO PRIMA
Tritate gli odori e fateli soffriggere in abbondante olio in una pentola bella capiente. Tagliate tutte le verdure a tocchetti e aggiungetele a soffritto. Mescolate per amalgamare gli ingredienti. Io non seguo un ordine, butto tutto dentro. Coprite tutto con abbondante acqua, portate a bollore e lasciate cuocere per 1ora,1ora e mezzo a fiamma moderata. Frullate la metà dei fagioli con un po' della loro acqua. Unite la purea ottenuta alla minestra di verdure insieme anche ai restanti fagioli interi. Lasciate cuocere per un'altro po', tipo una mezzoretta. Aggiustate di sale e pepe, spegnete. In un'altra pentola travasate la minestra alternandola di tanto in tanto con delle fette di pane. Rimettete sul fuoco e portate a ebollizione. Lasciate cuocere un po' fino a quando il pane non si sarà ammorbidito, mescolando di tanto in tanto. State attenti che non si attacchi e, nel caso, aggiungete un po' di acqua. Spegnete e lasciate riposare.  Questa fase la potete fare anche lontano dalla prima cottura della minestra. Io a volte preparo la minestra durante la giornata e aggiungo il pane la sera lasciando poi riposare tutta la notte. Il riposo prima della ri-bollitura è importante, la minestra prende sapore e il pane si amalgama bene. 

IL GIORNO DOPO
Fate ri-bollire tutto per 15-20 minuti mescolando di tanto in tanto e aggiustando la consistenza con un po' d'acqua (se necessario o in base ai gusti di ognuno). Servite nei piatti con un giro di olio e qualche fettina di cipolla fresca (facoltativo, ma estremamente consigliato).

PS: nella foto non c'è la cipolla a crudo...ma quel giorno l'avevo finita. :-D
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23/10/16

RISOTTO PORRI E ZUCCA CON ROSMARINO E NOCCIOLE

Dovrei trascorrere più fine settimana come questo appena passato: nessuna sveglia impostata, cucina ricca e rilassata, passeggiate nel verde con reflex a seguito e chiacchiere a due. 
Il week-end per me è il vero momento di ristoro e cerco sempre di spenderlo nel migliore dei modi, dedicandomi a ciò che più mi piace e mi fa stare bene. Mi rendo conto che non sempre è possibile, che spesso il sabato è utilizzato per colmare la mancanza di tempo dei cinque giorni precedenti, ma bisognerebbe sforzarsi di lasciare più spazio allo svago vero e proprio. 
Io bilancio le giornate in ufficio con le passeggiate, le gite in compagnia o le giornate in tuta chiusa in casa quando piove. Bilancio i pranzi fuori e le cene express con la pasta fatta in casa e un arrosto in forno. Bilancio la colazione coi cereali con una ciambella allo yogurt o una crostata stracolma di confettura. Bilancio i tacchi di tutti i giorni con le pantofole o le scarpe da ginnastica.Abbiamo bisogno di questo, di diversi pesi per bilanciare la nostra vita. 
Questo fine settimana i miei contrappesi sono stati un risotto, l'arrosto di carne con le patate, una lunga camminata nel verde e un bel film sul divano insieme a lui. Io di tutto questo vi lascio giusto il risotto ai porri e zucca con rosmarino e nocciole e qualche scorcio della mia passeggiata. 


La zucca è un'altra mia grande passione in cucina: la adoro nei primi piatti, ma anche arrostita e servita su una fetta di pane col l'olio, o più semplicemente sottoforma di polpette o di muffins dolci. La adoro altresì accostata al rosmarino o alla salvia fritta. Per non parlare del suo colore, così in sintonia con la stagione!
Quando ho per le mani una zucca le idee non mancano mai.  E a dire il vero ho già in mente la prossima ricetta (che spero davvero di riuscire a immortalare per metterla qui) ma devo  aspettare il prossimo fine settimana prima di avere un po' di tempo da dedicare alla cucina!
Nel frattempo godetevi questo risotto, che rispecchia un po' quello che sono in cucina: semplicità e praticità.

RISOTTO PORRO E ZUCCA

con rosmarino e nocciole

Ingredienti: 
200 gr di riso carnaroli 
1 piccolo porro 
400 gr di polpa di zucca tagliata a cubetti
1 cucchiaio di nocciole tostate e tritate finemente 
1 rametto di rosmarino tritato finemente (solo gli aghi) 
brodo vegetale q.b 
formaggio semistagionato a piacere, oppure ricotta salata oppure gorgonzola piccante 
olio evo 
sale e pepe q.b.
Procedimento:
In una casseruola fate rosolare per qualche minuto il porro tagliato a rondelle insieme a un po' di olio. Fate attenzione a non bruciarlo. Unite la zucca a cubetti e un pizzco di rismarino tritato. Fate cuocere dolcemente fino a quando gli ingredienti si saranno ammorbiditi. Aggiustate di sale e pepe. A questo punto potete sceglere se frullare il composto per renderlo cremoso o lasciarlo così com'è. Unite il riso e rimestolate per qualche minuto stando attenti che non si attacchi. Unite un ramaiolo di brodo vegetale (o dell'acqua calda) e lasciate cuocere in base ai tempi richiesti dal tipo di riso mescolando sempre con l'ausilio di un mestolo di legno e aggungendo altro brodo (o acqua) via via che il risotto si asciuga e diventa cremoso. A fine cottura aggiungete qualche cubetto di formaggio e lasciate che il calore li sciolga. Servite nei piatti condendo ciascuna porzione con una spolverata di polvere di rosmarino e nocciole tritate.

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16/10/16

TORTA DI MELE E CAROTE


L’autunno e’ la stagione piu’ dolce, e quello che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutti. - Cit. Samuel Butler

E se l'autunno è la stagione più dolce, di cui ogni anno mi innamoro per i suoi colori e per il suo spirito riflessivo, non potevo non celebrarlo con una torta di mele. Dopo i muffins ho deciso che non era ancora tempo di cambiare frutto. Dopotutto le mele si prestano così bene in cucina. E poi io adoro le torte di mele, tanto quanto gli arrosti della domenica e la pasta fatta in casa. 

Questa volta le mele le ho grattugiate e messe nell'impasto insieme alle carote e alla farina di mandorle. Eccola, una torta umida e soffice come piace a me! Con una bella tazza di qualsiasi liquido caldo è quello che ci vuole! Avrei voluto preparare un bel topping degno delle migliori carrot cake, ma il mio malessere fisico e la pigrizia hanno avuto la meglio. Solo adesso che scrivo il post mi viene da sorridere se penso che ho preparato questa torta proprio ieri in piena fase influenzale, senza pensare che la mela grattugiata è proprio da malati! Non l'ho fatto di proposito ma l'idea mi piace molto. Potrei quasi rinominarla "torta da malati", ma forse la sminuirei; però posso decidere da ora in avanti di prepararmi una torta di mele grattugiate ogni volta che mi ammalo. 


Malati o non malati, questa torta è confortevole ed è in pieno mood autunnale. Non ho abbondato con le mandorle a scaglie perchè A LUI non piacciono molto, ma secondo me ci stanno benissimo, anche dentro l'impasto.  

TORTA DI MELE E CAROTE


Ingredienti:
150g di farina
100g di farina di mandorle
150g di zucchero di canna
3 uova
100g di olio di semi (o 125g di burro)
1 mela (circa 150g)
1-2 carote (circa 70g)
8g di lievito per dolci
mandorle a scaglie q.b.
Procedimento:
Accendete il forno a 180°. Sbucciate la mela e le carote e grattugiatele finemente. Sbattete le uova con lo zucchero fino a quando il composto non avrà raddoppiato di volume. Aggungete poi le polveri setacciate,l'olio e da ultimo la mela e le carote grattugiate. Amalgamate bene tutti gli ingredenti e versateli in uno stampo da 20cm (o altro a piacimento) precedentemente imburrato e infarinato (o coperto da carta forno). Aggiungete in superficie delle mandorle in scaglie e infornate per circa 30 minuti. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura.


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05/10/16

MUFFINS ALLE MELE COTTE



Nella vita ci vuole sempre un diversivo, qualcosa che rompa la monotonia o la fatica quotidiana. Questione di bilanciamento, di benessere, di stabilità. Ognuno sceglie i suoi svaghi, le sue evasioni. Per me un diversivo è svegliarsi la domenica mattina e fare il pane o un ciambellone; un diversivo è andare a fare una passeggiata tra gli ulivi sopra casa; un diversivo è scrivere sul blog; un diversivo è un aperitivo con la mia amica Fede; un diversivo è sentire Alessia la mattina prima di attaccare al lavoro; un diversivo è prendere un treno per Roma per incontrare Alessia, Luigi, Laura e Marco. Un diversivo è incontrarsi di nuovo a distanza di due settimane ed esserne felicissima.
Ed è bello quando incontri qualcuno di persona per la prima volta e senti di conoscerlo da una vita. E' bello non sentire la stanchezza e stare a chiacchierare fino a tardi. E' bello scoprire interessi comuni, scambiarsi idee, parlare di tutto senza fermarsi. Unica pecca la distanza, anche se non rappresenta un vero e proprio ostacolo insuperabile.
E pensare che a unire me, Alessia e Laura è stato proprio il blog; una passione comune, frammenti di vita comune. Così, chiacchiera dopo chiacchiera siamo arrivate a conoscerci di persona. Grazie ragazze!
Dedico a Laura e Alessia questi muffins, ma anche a tutti i miei lettori i quali, nonostante i miei periodi di assenza, mi leggono, mi scrivono e mi seguono sui social.  

MUFFINS ALLE MELE COTTE


INGREDIENTI:
2 uova
100g di zucchero (per me di canna fine)
80g di olio di semi
150g di farina
8g di lievito per dolci
1/2 baccello di vaniglia
1mela media (160g circa)
burro q.b.
cannella 1 pizzico
zucchero di canna fine q.b.
mandorle a lamelle q.b.
PROCEDIMENTO:
Sbucciate la mela, privatela del torsolo e tagliatela a fettine sottili. In una padella antiaderente fate sciogliere una piccola noce di burro. Unite le fette di mela, conditele con un po’ di zucchero di canna e un pizzico di cannella. Cuocete per circa 5 minuti fino a quando non saranno morbide. In una ciotola sbattete bene le uova con lo zucchero, unite i semi di 1/2 baccello di vaniglia, l’olio e le polveri setacciate. Mescolate bene tutti gli ingredienti. Aggiungete da ultimo le mele cotte e amalgamatele al composto ottenuto. Distribuite l’impasto nelle formine (o stampini), spolverizzate con un po’ di zucchero di canna e completate aggiungendo un po’ di mandorle a lamelle. Infornate a 180°per circa 20 minuti.

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13/09/16

QUANDO MAMMA FA GLI GNOCCHI

"Mamma, domenica veniamo all'agriturismo, va bene?" - "Certo, così pranziamo tutti insieme. L'ho già detto alla Cate. Ho pensato di fare gli gnocchi, quindi non arrivare tardi che mi devi dar mano prima di buttarti in piscina". E così è stato, in una calda domenica di fine estate. Ve l'ho già detto qui che per me l'agriturismo di Caterina è un posto magico, una location da sogno, un mondo in cui immergersi e non voler più venir via. Con mia mamma in cucina ritorno un po' bambina, adoro vederla indaffarata e preoccuparsi dei suoi commensali. Mia mamma coccola le persone, coccola i clienti a colazione, cerca sempre di preparare qualcosa in più di modo che non manchi mai niente.  A volte vorrei essere come lei, sempre disponibile e pronta, sempre piena di energie anche se l'età si fa sentire.
E qualche domenica fa mamma ci ha coccolato con gli gnocchi di patate: preparati, lessati, conditi, mangiati e rimangiati.  E dopo aver fatto tutti il bis ha avuto il coraggio di dire: "adesso che vi porto?" - "No basta Brigida, siamo pieni, davvero!".  
Quando mamma fa gli gnocchi starei a guardarla per ore, per riempirmi la mente di ricordi e gli occhi di bellezza. 


Nella ricetta originale di mia madre sono previsti 300g di farina circa (poi dipende da quanta ne necessita la patata, quindi inizialmente è sempre preferibile non aggiungerla tutta in una volta, ma sentire sotto le mani l'impasto e valutare se aggiungerne altra o meno), ma da qualche anno taglia la farina con un po' di fecola, ottenendo risultati migliori con patate anche non proprio farinose.   


INGREDIENTI:
1kg di patate
170g farina
100g fecola di patate
1 uovo intero
1 tuorlo
noce moscata
sale
PROCEDIMENTO:
Utilizzate patate farinose perché durante l’assemblaggio necessiteranno di meno farina. Lessatele e sbucciatele ancora calde. Schiacciatele con lo schiacciapatate e distendetele su una spianatoia di modo che si intiepidiscano. Versate tutto intorno la farina insieme alla fecola. Aggiungete poi uova, sale e noce moscata. Impastate molto velocemente e poco, giusto il tempo di mettere insieme gli ingredienti. Non aspettate che le patate siano totalmente fredde, il giusto calore (che non cuocia l'uovo) favorisce l’assemblaggio. Prelevate una piccola dose di impasto, formate dei rotolini e tagliateli col coltello in tanti piccoli tocchetti. Aiutatevi con della farina se necessario, come nelle foto. Riponete i vostri gnocchi su un vassoio infarinato senza sovrapporli. Lessate gli gnocchi un po’ per volta in abbondante acqua bollente. Saranno pronti una volta venuti a galla. Scolateli e conditeli a piacimento stando attenti a non rimestarli troppo.
Conditeli a piacimento. Mia mamma aveva preparato per l'occasione un buon sugo con i pomodori freschi e del basilico aggiungendo un po' di burrata all'ultimo momento prima di servire.  

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20/08/16

MELANZANE RIPIENE


Avevo promesso di rimettermi in pari con la pubblicazione delle ricette, partendo da quelle più vecchie (in termini di esecuzione). MA ho cambiato idea. Mi rimetterò in pari, promesso. 
La scorsa settimana, per ferragosto, dal momento che eravamo noi due soli a rimettere a posto casa dopo le ferie (ma soprattutto prima del rientro a lavoro), ho deciso di accendere il forno. Non che io sia così masochista, ma è stata un'idea più che altro dettata dalla praticità: schianto tutto in forno e per una buona mezz'ora mi dedico a fare altro. E poi c'è da dire che "imbottire" verdure  mi è sempre piaciuto un sacco.   
Quindi, se avete voglia di accendere il forno e preparare qualcosa velocemente, questa è un'idea oltre che carina molto buona.

INGREDIENTI
2 melanzane non troppo grandi tonde o ovali 3-4 pomodori ramati
1 cucchiaino di capperi sottosale tritati
filetti di acciughe
olive taggiasche
origano (fresco o secco)
pan grattato per la cottura in forno
1-2 spicchi di aglio
1 cipollotto
olio evo
sale e pepe
1 mozzarella (o altro formaggio)
PROCEDIMENTO
Lavate le melanzane, tagliatele a metà nel senso della lunghezza. Incidete a griglia la polpa lasciando intatto il bordo per poco meno di 1 cm (io incido il contorno e poi l'interno). Scavate la polpa interna, dovrebbe venir via a piccoli tocchetti. Adagiate le mezze melanzane su una placca ricoperta da forno, salate, condite con un giro d'olo e infornate subito per 20 minuti a 180°. Lavate i pomodori e tagliateli a dadini. Preparate anche un trito di capperi, acciughe, cipollotto e qualche oliva. In una padella antiaderente fate scaldare un po' di olio con l'aglio e il trito appena ottenuto. Fate soffriggere senza bruciarlo. Potete aggiungervi anche un po' di peperoncino se volete. Togliete l'aglio e aggungete i pomodori e la polpa di melanzane. Salate e pepate, cuocete per circa dieci minuti rimestando di tanto in tanto. Unite da ultimo qualche altra oliva tagliata grossolanamente col coltello e qualche foglia di origano (se secco non esagerate). Sfornate le melanzane, condite l'interno con il ripieno e cospargete con un po' di pangrattato. Cuocete in forno per un'altra mezzoretta. Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete qualche tocchetto di mozzarella sulla superficie. Servite le melanzane calde ma non bollenti.


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16/08/16

Si ricomincia da qui, da una crostata di pesche


Ferragosto se ne è andato e con esso anche le mie ferie. Non sono state lunghissime, posso dire di essermi riposata ma non abbastanza, per riposarmi mentalmente mi sarebbe servito qualche altro giorno (si dice sempre così, ma a voler essere obiettivi due settimane passano in fretta). Però sono riuscita a leggermi ben tre libri in dieci giorni, deviando i miei pensieri altrove; attività che non facevo da un bel po', ma che ho felicemente ri-scoperto; è oltretutto un buon metodo per scacciare l'ansia. Ho alternato romanzi a riviste di cucina e questo ha riacceso la mia fantasia e mi ha fatto venire in mente un sacco di idee e una voglia matta di impastare! Mi sono però accorta di mancare da un bel po' qui sul blog; questo non per poca voglia di cucinare ma per una serie di sfortunati eventi che mi hanno impegnato un po' negli ultimi due mesi. Il peggio è passato, ho ripreso di nuovo possesso della mia casina e del pc per scrivere. 
Quindi si ricomincia, ma facendo un passo indietro, ovvero riprendendo un po' foto e ricette che avevo fatto a giugno. Comincio da questa crostata alle pesche, la ricetta più datata che rischia a breve di essere fuori stagione. :-) Mi ero addirittura dimenticata di averla fatta, ma poi la mia amica Ale ha pubblicato questa bontà qui la quale, oltre a confermare la nostra sintonia culinaria e la sua bravura, mi è servita da promemoria a questa mia testolina ultimamente un po' troppo ingarbugliata. 
   
Per la base ho scelto una pasta che ormai faccio spessissimo, quella dolce di Richard Bertinet. Oltre a ottenere una giusta dose di impasto (un po' più abbondante) non è troppo dolce e si bilanca bene con confetture e frutta.

INGREDIENTI PER LA BASE:
per 720g di impasto (*)
350g di farina bianca
125g di burro di buona qualità
125g di zucchero  semolato
2 uova e 1 tuorlo
un pizzico di sale

(*) è una quantità un po' più abbondante rispetto alle dosi classiche, se vi avanza potete sempre infornare qualche biscotto. ;-)

(**) se avete il burro già a temperatura ambiente riducetelo a tocchetti e lavoratelo con la farina con la punta delle mani.

INGREDIENTI PER IL RIPIENO:
marmellata di pesche (o altra) q.b.
2 pesche medie
altra frutta a piacimento (p.e. ciliegie, mirtilli)

 
PROCEDIMENTO:
Richard Bertinet mette il burro freddo tra due fogli di carta oleata e lo stende con il matterello così da ammorbidirlo mentre è ancora freddo. Lo utilizza così facendolo poi a pezzi con le mani mentre lo impasta con la farina e un pizzico di sale. Il tocco deve essere morbido, leggero, senza premere o fare forza. Come quando si distribuiscono le carte. Il burro così si disferà delicatamente ricoprendosi di farina. E' importante non lavorare troppo l'impasto. (**) A questo punto è possibile aggiungere lo zucchero e le uova. Continuate a mettere insieme gli ingredienti aiutandovi dapprima con un cucchiaio e successivamente facendo pressione con i pollici. Trasferite l'impasto su un piano di lavoro e completate il procedimento cercando di formare una palla omogenea o, come consigliato nel libro, una forma squadrata (più facile da stendere perchè non avrà i bordi slabbrati). Trovate il video di tutto il procedimento qui. Lasciate riposare l'impasto per almeno un'ora ma se possibile preparate la vostra pasta dolce la sera prima e lasciate riposare in frigo per tutta la notte. Se avete poco tempo va bene 15-30 minuti in freezer.
 


Una volta fatta riposare la pasta spostatevi su un piano di lavoro pulito e liscio, infarinatelo leggermente e cominciate a stendere il vostra panetto con il matterello stando attenti che la pressione sia regolare (altrimenti in qualche punto l'impasto sarà più sottile). Durante la stesura girate di tanto in tanto la pasta per evitare che si attacchi al piano e infarinate ancora se necessario (senza esagerare). Per trasportare l'impasto sullo stampo arrotolatelo sul matterello e adagiatecelo sopra. Sempre con l'aiuto del matterello rifilate la pasta in eccesso passandolo sopra la tortiera. Bucherellate il fondo e lasciate riposare in frigo un quarto d'ora. 
Tagliate le pesche a fettine sottili. Prendete la vostra base e farcitela  con un sottile strato di  confettura di pesche (se fosse fredda di frigo potete stiepidirla sul fuoco con un goccio d'acqua). Adagiate la frutta appena tagliata a raggio sopra la marmellata, se volete potete aggiungere qualche mirtillo (io anche ciliegie, ma quando l'ho fatta era giugno). 
Stendete la pasta avanzata dello stesso spessore della base che avete appena fatto. Con l'ausilio di una ruzzolina formate dei nastri e andate a decorare la vostra crostata. Se vi avanza ancora della pasta frolla formate un'altra striscia e passatela tutta intorno ai bordi. Infornate a 180° per una mezzoretta o comunque fino a doratura. Io gli ultimi minuti metto la cottura "solo sotto" per asscurarmi che la base non resti cruda (ognuno si regoli col proprio).  Lasciate raffreddare prima di servire.


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03/07/16

Una giornata all'Agriresort & Spa Fattoria i ricci, nel cuore del Mugello

Non so descrivere esattamente cosa provo quando penso al territorio in cui sono cresciuta, il Mugello. Di sicuro ogni volta che ci torno mi basta il primo angolo familiare a farmi spuntare un sorriso. Me ne sono andata da casa da Borgo San Lorenzo a settembre 2013 per traslocare a 100 km di distanza, vicino a lavoro. Mi ci voleva, un po' di indipendenza, il grande passo. Ma ultimamente, soprattutto da quando mi sono trasferita ben più vicina alla mia terra natale, la voglia di tornare si fa sempre più insistente, come se il Mugello fosse nella stanza accanto e ogni tanto una bambina mi parlasse attraverso la parete. Mi manca il verde, che prima vedevo tutti i giorni, mi mancano i viali alberati, quelli che da bambina mi accompagnavano a scuola nella vecchia Y10 di mamma e che seguivo scrupolosamente dal finestrino immaginando sempre qualcosa di nuovo. Sono sempre stata molto creativa. Per me la natura dettava le stagioni, soprattutto quando non avevo ancora idea di cosa fosse un calendario; ero talmente spensierata e distratta che mi accorgevo che era primavera se vedevo spuntare i fiori. Invece se mamma mi serviva la merenda in giardino e io scappavo con il piatto in mano dalle api, allora era estate.  
E quindi si, vorrei tornare in Mugello, che adesso vedo più bello e ricco. In qualche modo me lo sono posto come obbiettivo, ma quando cresci le variabili da considerare son tante e col tempo ho imparato a non dare retta esclusivamente alla mia irrazionalità. Il tempo, o meglio, la vita mi ha portato via una buona dose di entusiasmo e spensieratezza, è il momento di riprendere in mano le redini e di non lasciare che la parte grigia della quotidianità prenda il sopravvento, bisogna in qualche modo controllarla e indirizzarla nella giusta direzione e colore.
Ci sono tanti ricordi che mi legano alla mia terra: c'è un'infanzia spensierata, un'adolescenza non vissuta proprio a pieno, ma vissuta,  e una giovinezza affrontata con una personalità molto acerba. Non che adesso sia una vecchia, figuriamoci, ma porto con me molte più consapevolezze e una personalità dai contorni più decisi.
Talvolta noi crediamo di sentire la nostalgia di un luogo lontano, mentre in verità abbiamo nostalgia del tempo che laggiù abbiamo trascorso, quando eravamo più giovani e più freschi. In tal caso il tempo ci inganna, prendendo la maschera dello spazio.    Arthur Schopenhauer
Il tempo ci inganna, è vero, ma la nostalgia del tempo trascorso può far nascere desideri e delineare nuovi orizzonti. Ho deciso di utilizzare questo sentimento in maniera costruttiva, senza buttarmi giù (come spesso mi accadeva negli ultimi periodi), e adesso che il Mugello è più a portata di mano ho deciso di andarci ogni volta mi è possibile.



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15/06/16

Insalata di farro con verdure al forno


Ciò che adoro di questa stagione è la mia dipensa, sempre fresca e colorata. Il sabato mattina parto con la mia borsa di juta per andare al mercato a far rifornimento di frutta e verdura di stagione. Ci vado a piedi, in paese, ed è un'abitudine che mi piace tantissimo. Compro sempre due o tre sacchettate di roba, a volte anche di più, il che mi fa pensare spesso che forse ho esagerato, ma alla fine il venerdì dopo la dispensa piange sempre, il che vuol dire che le previsioni le so fare molto bene. 
Mi piace tornare a casa e sistemare i pomodori nella cesta, la frutta a riempire e colorare il centrotavola, i piani del frigo ordinati con tanti sacchetti di carta e non di plastica come quelli del supermercato. Poi tiro fuori la pasta madre per il rinfresco mentre mastico un pezzetto di schiacciata presa al forno (ecco, questa potrei risparmiarmela ogni tanto e prendere esempio dalla mia amica Ale). 
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01/06/16

Cake allo yogurt con farina integrale e ciliegie


Ho notato che spesso, sul blog, mi viene naturale parlare del tempo che non basta mai e delle colazioni che vorrei non avessero mai fine. E sebbene il primo sia un argomento molto vasto, di sicuro il secondo in parte ci rientra, è una retta che talvolta si interseca con l'altra, soprattutto quando mi lamento silenziosamente della mancanza di tempo per fare una colazione come si deve. Il fatto è che la mattina ci nuoterei nella mia tazzona di caffellatte, coccolata dal calore e dal profumo di caffè, con la testa ancora assonnata e le spalle che pregano per tornare qualche minuto a letto. 
E mi sono stupita molto, la scorsa settimana, quando ho dormito per due notti in barca, di essermi svegliata alle 7:00 in punto, senza sveglia, e di aver mangiato biscotti confezionati e caffellatte con caffè solubile. Non sono ammattita, penso sia stato tutto merito del sole e del mare, oltre all'ottima compagnia, che mi hanno dato tanta energia e, in quel caso, mi hanno fatto accettare una colazione decisamente fuori dai miei schemi! Comunque vorrei dire ai miei compagni di barca che la prossima volta la colazione la preparo io, crostata e ciambellone! 
 
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10/05/16

Spaghetti senatore cappelli con crema di zucchine, basilico e feta

Pare proprio che il verde sia il colore del mese, la mia dispensa ne è piena e anche i miei piatti: baccelli, piselli freschi, zucchine, basilico, erbe aromatiche, insalata, peperoni dolci, ecc. I piatti sono sempre ben riusciti, come questi spaghetti dell'ultimo minuto, preparati con ingredienti freschi del momento. Poi c'è la feta, che adoro, che mi fa tanto estate e che riesce a dar sapore a molti miei piatti. 
Vi lascio un'idea veloce e buona che con veramente poco tempo porterà in tavola colore e bontà. 
Al posto dei pinoli potete provare i semi di zucca, e se avete i fiori delle zucchine utilizzate anche quelli (io li ho fritti la sera prima :-D), magari come guarnizione croccante.
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08/05/16

Il purè di baccelli freschi e la cucina del buon senso

Penso sia passato davvero troppo tempo dal mio ultimo post, se ripenso all'ultimo scatto fatto nella vecchia casa mi sembra passata un'eternità. E in questo lasso di tempo sono successe tante cose: un trasloco (anzi due, anche a lavoro ho dovuto cambiare ufficio), una casa nuova, una cucina che ha tardato ad arrivare, scatole e ancora scatole che per qualche settimana sembravano raddoppiare  anzichè diminuire. Fai le volture, aspetta che l'idraulico e l'elettricista sistemino la cucina, c'è un problema con il forno quindi devono tornare una seconda volta, poi l'imbianchino, le cose da buttare, quelle da tenere, non c'è posto per tutto e quindi "di questo che ne facciamo? Lo teniamo?", e via discorrendo. Fatto sta che sono passati già due mesi e io me ne accorgo solo adesso, ora che il vento si è fermato e posso finalmente concedermi un po' di respiro.
Ma se c'è un aspetto positivo di un trasloco è che rispolveri cose che non ricordavi di avere. E quando mi sono ritrovata tra le mani un libro di Fabio Picchi, il cuoco poeta fiorentino, non ho potuto far altro che stoppare quello che stavo facendo, e mettermi a leggere ricette a caso, come spesso faccio con l'Artusi. Al diavolo le scatole a giro per la stanza, al diavolo il disordine, tutto è rimandabile. Leggere o ascoltare il Picchi è sempre un piacere, traspare la passione per il cibo, per Firenze, le sue espressioni mi divertono e non mi annoiano mai. La sua cucina è semplice, genuina, come piace a me, a volte un po' grassa perchè scialona d'olio o intrepida nell'utilizzo del burro, ma, come dice sempre lui, è sempre bene usare il buon senso. E per me il buon senso non sta solo nel dosare gli ingredienti, ma anche nel loro bilanciamento all'interno della propria alimentazione. Il buon senso sta nel non essere troppo rigidi, ma neanche troppo permissivi, nel mangiare sano ma allo stesso tempo ordinare il dolce a fine pasto.
E visto che il mio buonsenso ultimamente mi vede particolarmente legata al mangiar sano e leggero, quando ho letto la sua ricetta sul purè di baccelli freschi non ho potuto far altro che fare una pieghetta alla pagina e aspettare sabato mattina per poter andare dall'ortolano. Avevo già sperimentato l'anno scorso il patè di piselli, fave e pecorino, che aveva riscosso grande successo, ma questo "purè" oltre che sul pane si presta bene a essere utilizzato, con qualche accorgimento, anche per condire un buon piatto di pasta, magari integrale.

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