Negli ultimi anni ho capito l'importanza di prendersi tempo. Tempo per sé stessi. E questo non vuol dire essere egoisti nella vita, ma semplicemente prendersi cura di sè, capirsi, migliorarsi. Per anni ho vissuto pensando al giudizio degli altri, cercando di omologarmi alla vita di qualcun'altro alla ricerca dell'accettazione sociale senza avere un pensiero tutto mio.  Poi piano piano ho smesso di guardarmi intorno, ho smesso di essere curiosa del giudizio altrui, ho smesso di non sentirmi accettata...in verità, ha smesso di importarmi di essere accettata da persone che non ho mai conosciuto fino in fondo. Ma questo perchè io, in primis, non mi facevo vedere per come realmente ero.  Poi mi sono fermata, ho tagliato ponti, ho messo a posto le relazioni esistenti, ho preso tempo per me stessa, non mi importava più di niente e di nessuno, periodo buio ma necessario. Ed è da lì che vedi chi davvero ha interesse per te, le poche amiche, la famiglia e il mio compagno attuale. Per vivere meglio prendersi del tempo è necessario, che sia una giornata o un periodo un più lungo. A volte a me basta chiudermi in cucina per una giornata e ne esco stanca ma rigenerata 


Quando aprii il blog, nel 2011, con un bel periodo di buio in mezzo e un'incidente di percorso, io non lo dissi a nessuno, per molto tempo rimasi nell'anonimato, non condividevo neanche sui social (come solitamente si fa) quello che scrivevo, mi pareva di essere una voce fuori dal coro e un po' me ne vergognavo.  Non ho mai messo la sezione "about" al sito, molti non sanno il mio vero nome se non sbirciando facebook. Prima o poi la metterò, però mi diverte un po' leggere le mail con su scritto "Gent.ma Cucina Ghiotta". Comunque  il mio nome è Francesca.
Inizialmente mi facevo problemi a postare determinate ricette, pensando fossero troppo classiche o scontate, guardavo gli altri blog e il mio sembrava sempre inadeguato. Ma chi era inadeguato, io o il blog? Beh, adesso non mi vergogno a postare le ricette più semplici, potrei fotografare pane zucchero e vino e scrivere delle belle merende che condividevo con mia nonna. 
Penso che il blog abbia risentito di tutto questo mio percorso, se riguardo alle prime esperienze culinarie e fotografiche non posso che sorridere, perchè quelle iniziali mi sembravano senza personalità e adesso mi sento un po' più brava e sicura perchè ho voglia di condividere, anche con una ricetta banale, la mia passione e la mia visione culinaria. 

L'arrosto morto. Piatto tipico di mamma, che ha imparato dalla mia nonna paterna insieme a tante altre ricette. Leggendo sull'Artusi il miglior arrosto morto si fa con la vitella di latte, ma io ho sempre mangiato quello fatto col coniglio o con un bel polletto ruspante. Ma si può fare con ogni sorta di carne. Sempre secondo l'Artusi anche "il cosciotto di agnello viene assai bene in questa maniera".


Ingredienti per 4 persone: 1 coniglio intero tagliato a pezzi - salvia - rosmarino - aglio - olio - sale - pepe - 2 bicchieri di vino bianco

In una casseruola versate abbondante olio EVO, due spicchi di aglio in camicia e un ciuffo di salvia e rosmarino legati insieme con dello spago. Potete optare anche per un trito finissimo delle due erbe che si amalgamerà perfettamente con la carne creando un sapore più intenso, a voi la scelta. A freddo, aggiungeteci  il coniglio pulito e tagliato a pezzi, salate e pepate la carne e rigiratela nell'olo con le mani. Accendete il fuoco. Fate rosolare bene da tutte le parti, aggiungete un po' di acqua da far ritirare ulteriormente se non è ancora bene cotto. Aggiungete il vino bianco, fatelo sfumare e il congilio è pronto.

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