Questa ricetta mi è stata data dalle mie ex compagne di treno, so che la ricetta è di Stefania (che spero potrà leggere il post), testata da Annarita, elogiata da Stefano e inviata via mail da Giulia e  inoltrata a me da Stefano (perché Giulia si era dimenticata di me ;-) ). Ex compagne/i solo perché ormai ho smesso da più di un anno di prendere due o tre treni per andare a lavoro; ma l’ho fatto per diverso tempo e tra le cose che mi mancano di più sicuramente escludo tutti i ritardi di Trenitalia, i guasti ai treni regionali, il caldo insopportabile dell’estate e le rotaie congelate d’inverno che bloccavano i treni agli scambi. Ricordo però bel volentieri la compagnia del treno, le chiacchierate, le risate, quando la sera facevamo salotto tra gli scompartimenti e mi sentivo meno sola dopo una giornata di lavoro e dopo aver corso non so quanto per arrivare al treno.Sfinita dalla corsa (con le borse e magari i tacchi, senza escludere la pioggia o i 40°C) entravo in treno e cominciavo a guardare se riconoscevo qualcuno e poi mi piazzavo lì, mi sistemavo, sospirone e iniziavano le chiacchiere e i gossip. Poi i saluti e ci si rivedeva i giorni successivi. Questo il gruppo della sera. Eh si, perché poi ce ne era uno anche la mattina, anzi, più di uno. Ultimamente ero legata a quello del treno delle 6:45 circa, ma col lavoro precedente avevo instaurato un rapporto anche con quello delle 7:50 (che poi ci rientrava gente anche del gruppo della sera). La mattina però era veramente dura, troppo presto, non so quante volte sono crollata mentre qualcuno parlava (magari scopro adesso che a giro ci sono foto compromettenti di me che dormo a bocca spalancata su un seggiolino di un treno regionale dell’ante guerra, non ci voglio pensare). Quindi, in ricordo di tutti i viaggi passati insieme, pubblico finalmente la ricetta di Stefania. Mando un saluto (come si dice in tv) a tutti i miei compagni di treno augurando loro meno ritardi possibili e di trovare sempre un posto a sedere.         

Ho da fare un po’ di PREMESSE  a questa ricetta:            
1) Il primo tentativo mi ha lasciato un po’ perplessa a dire la verità, tutte quelle mele in così poco impasto mi facevano pensare di aver sbagliato qualcosa, eppure mi avevano detto che era buona. Bon, mi sono detta “proviamo”. L’impressione, in effetti, è quella di preparare delle mele in pastella; le mele sono tante e avvolte in un impasto bello corposo. Ma dato che poi il risultato mi è piaciuto, andate avanti con la ricetta senza porvi troppe domande
2) utilizzate uno stampo da 20cm di diametro, è meglio. Nella foto la torta è un po’ più alta perché avevo a disposizione solo quello da 18, ma è meglio quello più ampio.
3) la ricetta originale prevedeva 5 mele renette (circa 1 kg), io ho utilizzate 3 golden delicious (circa 750g) perché ho ritenuto potessero bastare. Per la tipologia, potete utilizzare sia renette che golden delicious.
4) ci tengo a precisare che non è una classica torta soffice con dentro i pezzetti di mela, assolutamente. Troverete piacere nel prendere una forchettina e mangiare direttamente dallo stampo. Servitela tiepida, con una pallina di gelato.  E’ un dessert molto morbido dall’aspetto un po’ scomposto. ;-)
5) mia mamma, conoscendola, ci aggiungerebbe l’uvetta, io le mandorle tritate, il mio compagno i pinoli (forse). A voi la scelta. La stessa cosa vale per la cannella, se vi piace utilizzatela. In questo caso ho utilizzato la scorza di limone perché in casa c’è a chi non piace la cannella.
Se avete dubbi o domande contattatemi.

Ingredienti: 
1 uovo
100 gr zucchero
100 gr burro fuso
100 gr farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
scorza di limone o cannella
750g circa di mele a tocchetti 

Procedimento: 
In una ciotola sbattete bene l’uovo con lo zucchero. Uniteci il burro fuso e, successivamente, le polveri. Otterrete un composto denso e cremoso. A piacimento aromatizzate con la scorza di un limone o con della cannella. Aggiungeteci i tocchetti di mela.  Foderate uno stampo di 20cm.
Versateci l’impasto e livellate il più possibile. Spolverizzate con dello zucchero di canna.
Infornate a 160° per 40-50 minuti.

3 commenti

  1. Questa torta sembra buonissima, ne immagino la consistenza scioglievole e morbida... che bontà! ti ho appena scoperta e ti faccio tanti complimenti per il blog, è davvero bello e ricco di spunti interessanti! Tornerò a trovarti... baci

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  2. Grazie Carlotta.Mi fa molto piacere! Passo anche da te, almeno ci conosciamo meglio!
    Mi impauriva un po' postare questa ricetta perchè l'impasto sembra davvero insufficiente, ma altre persone mi stanno confermando che la torta è davvero buona e un po' fuori dagli schemi! Ci vediamo presto! ;-)
    Francesca

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  3. Ebbene sì Francesca, anche io ho iniziato a seguirti.. mi conosci.. ho fatto questa torta alle mele.. effettivamente molto umida e ... molto buona, ancora di più se si mette tanta scorza di limone. La torta è leggera e con il latte freddo la finiresti tutta!!
    Attendo ancora tue ricette, anche un pò più semplici perchè io sto imparando ora a cucinare, anche grazie a te, così che Jacopo ti ringrazierà, indirettamente!!
    Un abbraccio
    Elisa

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