CUCINA GHIOTTA

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03/07/16

Nostalgia...nostalgia canaglia

Non so descrivere esattamente cosa provo quando penso al territorio in cui sono cresciuta, il Mugello. Di sicuro ogni volta che ci torno mi basta il primo angolo familiare a farmi spuntare un sorriso. Me ne sono andata da casa da Borgo San Lorenzo a settembre 2013 per traslocare a 100 km di distanza, vicino a lavoro. Mi ci voleva, un po' di indipendenza, il grande passo. Ma ultimamente, soprattutto da quando mi sono trasferita ben più vicina alla mia terra natale, la voglia di tornare si fa sempre più insistente, come se il Mugello fosse nella stanza accanto e ogni tanto una bambina mi parlasse attraverso la parete. Mi manca il verde, che prima vedevo tutti i giorni, mi mancano i viali alberati, quelli che da bambina mi accompagnavano a scuola nella vecchia Y10 di mamma e che seguivo scrupolosamente dal finestrino immaginando sempre qualcosa di nuovo. Sono sempre stata molto creativa. Per me la natura dettava le stagioni, soprattutto quando non avevo ancora idea di cosa fosse un calendario; ero talmente spensierata e distratta che mi accorgevo che era primavera se vedevo spuntare i fiori. Invece se mamma mi serviva la merenda in giardino e io scappavo con il piatto in mano dalle api, allora era estate.  
E quindi si, vorrei tornare in Mugello, che adesso vedo più bello e ricco. In qualche modo me lo sono posto come obbiettivo, ma quando cresci le variabili da considerare son tante e col tempo ho imparato a non dare retta esclusivamente alla mia irrazionalità. Il tempo, o meglio, la vita mi ha portato via una buona dose di entusiasmo e spensieratezza, è il momento di riprendere in mano le redini e di non lasciare che la parte grigia della quotidianità prenda il sopravvento, bisogna in qualche modo controllarla e indirizzarla nella giusta direzione e colore.
Ci sono tanti ricordi che mi legano alla mia terra: c'è un'infanzia spensierata, un'adolescenza non vissuta proprio a pieno, ma vissuta,  e una giovinezza affrontata con una personalità molto acerba. Non che adesso sia una vecchia, figuriamoci, ma porto con me molte più consapevolezze e una personalità dai contorni più decisi.
Talvolta noi crediamo di sentire la nostalgia di un luogo lontano, mentre in verità abbiamo nostalgia del tempo che laggiù abbiamo trascorso, quando eravamo più giovani e più freschi. In tal caso il tempo ci inganna, prendendo la maschera dello spazio.    Arthur Schopenhauer
Il tempo ci inganna, è vero, ma la nostalgia del tempo trascorso può far nascere desideri e delineare nuovi orizzonti. Ho deciso di utilizzare questo sentimento in maniera costruttiva, senza buttarmi giù (come spesso mi accadeva negli ultimi periodi), e adesso che il Mugello è più a portata di mano ho deciso di andarci ogni volta mi è possibile.



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15/06/16

Insalata di farro con verdure al forno


Ciò che adoro di questa stagione è la mia dipensa, sempre fresca e colorata. Il sabato mattina parto con la mia borsa di juta per andare al mercato a far rifornimento di frutta e verdura di stagione. Ci vado a piedi, in paese, ed è un'abitudine che mi piace tantissimo. Compro sempre due o tre sacchettate di roba, a volte anche di più, il che mi fa pensare spesso che forse ho esagerato, ma alla fine il venerdì dopo la dispensa piange sempre, il che vuol dire che le previsioni le so fare molto bene. 
Mi piace tornare a casa e sistemare i pomodori nella cesta, la frutta a riempire e colorare il centrotavola, i piani del frigo ordinati con tanti sacchetti di carta e non di plastica come quelli del supermercato. Poi tiro fuori la pasta madre per il rinfresco mentre mastico un pezzetto di schiacciata presa al forno (ecco, questa potrei risparmiarmela ogni tanto e prendere esempio dalla mia amica Ale). 
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01/06/16

Cake allo yogurt con farina integrale e ciliegie


Ho notato che spesso, sul blog, mi viene naturale parlare del tempo che non basta mai e delle colazioni che vorrei non avessero mai fine. E sebbene il primo sia un argomento molto vasto, di sicuro il secondo in parte ci rientra, è una retta che talvolta si interseca con l'altra, soprattutto quando mi lamento silenziosamente della mancanza di tempo per fare una colazione come si deve. Il fatto è che la mattina ci nuoterei nella mia tazzona di caffellatte, coccolata dal calore e dal profumo di caffè, con la testa ancora assonnata e le spalle che pregano per tornare qualche minuto a letto. 
E mi sono stupita molto, la scorsa settimana, quando ho dormito per due notti in barca, di essermi svegliata alle 7:00 in punto, senza sveglia, e di aver mangiato biscotti confezionati e caffellatte con caffè solubile. Non sono ammattita, penso sia stato tutto merito del sole e del mare, oltre all'ottima compagnia, che mi hanno dato tanta energia e, in quel caso, mi hanno fatto accettare una colazione decisamente fuori dai miei schemi! Comunque vorrei dire ai miei compagni di barca che la prossima volta la colazione la preparo io, crostata e ciambellone! 
 
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